Perchè parlare
di giustizia
"Fare un 'assemblea di educazione alla legalità, oggi, significa mandare un segnale forte": con queste parole il preside Francesco Andreoli ha aperto il primo turno dell'assemblea di istituto con il magistrato di Milano Luca Poniz. Parole che ben riassumono le motivazioni che ci hanno spinto ad orgnaizzarla.
In un'Italia in cui i modelli che ci vengono proposti paiono educare allo sprezzo per le regole tutte, abbiamo voluto ricordare un concetto per noi cruciale: le regole, e quindi la legge, non limitano la libertà del singolo bensì la costituiscono. Senza le regole infatti, esiste una sola legge, quella del più forte sotto cui nessuno può vivere serenamente. La nostra idea non era fare propaganda per una o l'altra fazione politica: in un periodo in cui di giustizia e di riforme tutti si riempiono la bocca volevamo dare gli strumenti ai ragazzi del Grigoletti per giudicare con coscienza dei fatti.
Ecco quindi che si rendeva necessario spiegare tutti i termini ricorrenti nei canali di informazione oscuri per i "non addetti ai lavori", come noi ragazzi, di qui l'invito al magistrato Poniz, oratore d'eccezione che ha risposto entusiasticamente.
Il risultato è stato eccezionale: l'attenzione e l'interesse che i ragazzi hanno dimostrato, anche tempestando di domande il magistrato, è stato ben al di sopra della norma.
E sono stati proprio gli studenti, non solo noi, a mandare un segnale, a mostrare che alla legalità, base della democrazia, il Grigoletti crede ancora.
Simone Avon
, Rappresentante di Istituto
La giustizia è da salvaguardare?
Assemblea di Istituto in compagnia di un magistrato di Milano.
Il 12 Aprile presso l'auditorium A e B della nostra scuola è venuto a trovarci un personaggio che, in qualità di magistrato, ha condotto le indagini del processo che ha fatto più scalpore nella politica italiana: il famoso "Mani pulite".
Il processo "Mani pulite" ha portato a galla uno degli scandali più sconvolgenti degli anni '90, che è Tangentopoli, nel quale furono coinvolti ministri, politici e imprenditori. Questo portò ad un ridimensionamento di molti partiti politici, tanto da parlare di un passaggio verso la "Seconda Repubblica".
Comunque questo non è l'argomento che ha spinto Poniz a venire nella nostra scuola. Il motivo per cui quest'uomo è giunto a parlare qui èsemplice: parlare del ruolo che la giustizia ha nei confronti di una società democratica come l'Italia.
Lo stesso Ugo Foscolo, tramite "le ultime lettere di Jacopo Ortis" tratta di questo problema: "i governi impongono giustizia; ma possono eglino imporla se per regnare non l'avessero prima violata?" (Ventimiglia, 19 e 20 febbraio).
In questo momento, come ha più volte citato il magistrato, la Magistratura è soggetta continuamente a gravi attacchi da parte dell'esecutivo, che vuole a tutti i costi sottomettere l'organo giudiziario.
Tuttavia la stessa Costituzione italiana parla dell' indipendenza tra i vari poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario); dunque in teoria il governo non dovrebbe in alcun modo influenzare il lavoro della giustizia. Ma, tra il dire e il fare, c'è di mezzo il mare, e quindi diversi politici hanno voluto costruire un ponte che colleghi questi due organi distinti tra loro. Infatti il magistrato ha parlato di decreti legge come il lodo Schifani e, quello più recente, il lodo Alfano, che servivano semplicemente a cancellare processi che avevano come indagati le cinque cariche più alte dello Stato.
Quello che ci dovrebbe far riflettere su queste vicende, non sono tanto le leggi "ad personam" nei confronti di alcuni politici, quanto una possibilità di poter modificare un testo rigido come la Costituzione italiana.
Infatti la Corte Costituzionale ha definito queste leggi incostituzionali, perchè contro gli articoli del documento in vigore dal 1948 (ad esempio l'articolo 3).
Io non voglio certamente convincervi a guardare certi tipi di trasmissioni, o a leggere alcuni quotidiani anzichè altri; qui non si tratta di fazioni politiche, si tratta di libertà, perchè la giustizia, in ogni paese libero, rappresenta pienamente la società democratica di quello Stato; se questa viene attaccata, vuol dire che ogni persona perde un diritto inalienabile: l'uguaglianza di fronte alla legge.
Riccardo Lo Re
Ricomincio dal Clil
L’anno scorso ho dovuto prendere una decisione molto importante per la mia vita futura: la decisione di cambiare indirizzo e di passare dall’ordinario al PNI Clil.
Una scelta drastica e difficile da prendere visto che secondo me è un passaggio dall’indirizzo più "facile” a quello più impegnativo di questo liceo.
Questa mia scelta di cambiare non è dovuta a uno scatto di pazzia improvvisa, come molti penseranno, e nemmeno al fatto che mi sono trovato male nella classe dov’ero, anzi, stavo molto bene con i miei ex compagni e l’indirizzo ordinario non è molto impegnativo scolasticamente parlando, almeno in prima, e rispetto agli altri indirizzi l’orario era decisamente più leggero.
L’idea di cambiare mi era già venuta a metà della prima quando sono venuto a conoscenza del PNI Clil, un indirizzo nel quale una piccola parte delle materie veniva insegnata in inglese (10% in prima, 20% in seconda e così via) e che dava l’opportunità in futuro di andare in università straniere.
Sono un ragazzo che va abbastanza bene a scuola però non sono una persona che la ama molto, infatti se non fossi obbligato, farei anche a meno di andarci, e nella mia vita ho sempre fatto le cose che mi rendevano la vita più facile e comoda. La decisione di cambiare, quindi, non l’ho presa alla leggera ma ci ho pensato molto prima di esserne certo.
Il motivo principale per cui ho cambiato è per avere più possibilità in futuro e perchè così non avrei avuto niente da rimpiangere in futuro. Così ho messo da parte tutti i miei dubbi, incertezze e gli interessi personali del presente e non del futuro, sono qui adesso, felice e soddisfatto della decisione che ho preso.
Adesso mi trovo con dei compagni che mi apprezzano per quello che sono e che mi aiutano in molte cose che faccio e dei professori molto competenti che insegnano perchè hanno piacere di farlo e tutto questo mi ha aiutato ad ambientarmi presto e a far parte della classe.
Molte cose sono cambiate e tutto è diventato più impegnativo, è vero, ma in confronto alle cose che ho imparato e al fatto di essere diventato, a mio avviso, più maturo queste cose non contano molto.
Nel fare questa cosa, poi, ho dimostrato a me stesso che se metto impegno e serietà nelle cose che faccio non c’è niente di impossibile, alzando anche la stima che ho di me stesso. Ora sto cominciando a fare le cose pensando già al mio futuro perchè ho imparato che, anche per esperienza, se rimando ogni volta una cosa alla fine mi trovo all’ultimo momento a farlo ed il risultato non è quello che le mie capacità mi permettono di avere.
Questa esperienza è molto significativa per la mia crescita adolescenziale, anche come persona, che alla fine mi ha portato ad essere fiero di me stesso che è molto importante perchè ho raggiunto un obiettivo che spero mi sarà molto utile in futuro e che non mi darà rimpianti.
Consiglio, dopo quest’esperienza, a tutti quelli che in futuro dovranno prendere decisioni molto importanti, di pensare a cosa può succedere dopo, alle conseguenze, perchè molte volte si hanno rimpianti e delusioni se non si sceglie giustamente ed è difficile tornare indietro, ma vi assicuro che se fate la cosa giusta, la soddisfazione che viene dopo è immensa.
Axl Rose Mesina